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Entusiasmo per la professione temporanea di fra Mario Mele da Lodè, memoriale di gioia e di speranza per la futura evangelizzazione

Nella ricorrenza della Natività della Beata Vergine Maria, lo scorso 8 settembre la comunità parrocchiale di Sant’Ignazio da Laconi in Olbia ha accolto con grande gioia la Professione temporanea di Fra Mario Mele da Lodé, novizio dell’ordine dei frati minori cappuccini.

Per noi che ricordavamo Mario quando frequentava la nostra parrocchia e si presentava immancabile all’appuntamento dell’adorazione eucaristica del venerdì sera è stato un grande onore la sua scelta di celebrare la Professione temporanea qui ad Olbia, ed un segno importante per tutta la città non propria abituata a questo tipo di appuntamenti vocazionali.

Fra Mario, che ha trascorso l’anno di noviziato a Tortona, in terra piemontese, ha emesso la Professione semplice promettendo di vivere in povertà, castità e obbedienza al cospetto del Ministro Provinciale Padre Filippo Betzu.

Senza dubbio una scelta di vita radicale quella di Fra Mario che ha suscitato una riflessione vera in una comunità parrocchiale giovane come quella di Sant’Ignazio da Laconi nata dodici anni or sono e da solo nove anni affidata alla fraternità cappuccina.

D’altra parte nella Chiesa universale ci sono molti uomini e donne che vogliono vivere come Gesù ha vissuto; Cristo è stato casto per donarsi agli altri ed è stato povero perché non ha voluto tenere niente di materiale per sé e in tutta la sua esistenza terrena è restato obbediente alla volontà del Padre, ma assistere di persona alle promesse di un giovane che si dona agli altri affidandosi alla fraternità e minorità francescana è stato un insegnamento che segnerà in maniera profonda la spiritualità di questa comunità di credenti.  

La celebrazione liturgica efficace nella sua semplicità è stata presieduta da Padre Filippo attorniato dai frati cappuccini, alcuni giunti anche dalla penisola, alla presenza dei genitori di Fra Mario e con la chiesa e il sagrato gremiti dai parenti e dai numerosi compaesani giunti da Lodé uniti agli olbiesi convenuti per tempo.

Nell’omelia il Provinciale ha voluto sottolineare come il professo che accoglie la chiamata cammina con la forza del Signore e malgrado le proprie fragilità dona i suoi voti alla Chiesa e alla fraternità per spogliarsi di tutto e riempirsi solo di Cristo che farà in lui grandi cose. 

Dopo aver ricevuto dalle mani del Ministro il saio francescano ed averlo vestito, al termine della celebrazione eucaristica nella confusione dei saluti e degli abbracci con le foto ad immortalare il momento presente, tutti i partecipanti si sono ritrovati nel portico del convento per condividere fraternamente il cibo e le bevande della festa offerte spontaneamente come nella agape dei cristiani della chiesa delle origini che si protratta fino a tardi grazie alla bella serata settembrina.

La grazia riversata nella comunità dei fedeli e sulla città di Olbia sarà memoriale di gioia e di speranza a motivo di maggior impegno per la futura evangelizzazione.

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Gianfranco Pinna

 

 

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Dedicazione della chiesa di Sant’Ignazio da Laconi e Triduo San Francesco

Comunichiamo con immensa gioia che, il giorno 4 ottobre alle ore 18:00, nella festa di San Francesco d’Assisi, il Vescovo, S.E. mons. Sebastiano Sanguinetti, celebrerà il rito della dedicazione della chiesa di Sant’Ignazio da Laconi.

Tutta la comunità parrocchiale è invitata a partecipare.

Di seguito troverete la locandina dedicata all’evento e la locandina dedicata al triduo della solennità del Serafico Padre San Francesco, che avrà inizio il giorno 1 ottobre per culminare il giorno 4 ottobre in concomitanza con la dedicazione della chiesa.

Pace e bene a tutti.

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Olbia festeggia Sant’Ignazio da Laconi

Il primo vero appuntamento post pandemico senza restrizioni di carattere sanitario ha coinciso con la Festa del santo patrono che ha preso inizio giovedì 24 di giugno con il triduo preparatorio.

Quest’anno la parrocchia ha ospitato in veste di predicatore padre Fabio Basciu, frate cappuccino che ha officiato la Santa Messa, concelebranti i tre confratelli della fraternità gallurese.

L’indomani, puntuale alle 18.00, dopo due anni di assenza ha avuto luogo il raduno e la benedizione delle bandiere votive un momento di devozione religiosa molto sentito tra i fedeli che ha anticipato la celebrazione eucaristica officiata da padre Fabio Basciu.

Il sabato della vigilia le celebrazioni sono iniziate coi vespri che hanno introdotto la messa vespertina presieduta da padre Fabio che nell’omelia ha unito l’ironia a dotte citazioni dimostrando una profonda competenza della realtà massmediale per indirizzare l’uditorio, sempre estremamente attento, ad una proposta di cambiamento di vita finalizzata alla progressiva identificazione con Cristo.    

Al termine della celebrazione eucaristica la statua del santo patrono è stata portata in processione per le vie della parrocchia, un rito di pietà popolare che ancor più quest’anno ha assunto un significato di reale appartenenza comunitaria. 

La domenica della Festa la Santa Messa solenne della sera è stata presieduta da padre Filippo Betzu Ministro provinciale dei frati cappuccini di Sardegna e Corsica e celebrata nella nuova chiesa della parrocchia.

L’omelia, tutta incentrata sulla figura del santo, analfabeta ma in perenne comunicazione col trascendente divino, ha riportato alla realtà che viviamo i limiti della scienza in una chiave di lettura che pone su due piani la sapienza di Dio con la conoscenza scientifica umana suggerendo a chi conviene affidarsi.

Rimane il fatto che, con la nuova chiesa, la festa padronale ha mostrato in maniera plastica, in questi tempi incerti, la devozione e l’attaccamento degli olbiesi al santo cappuccino.

 

Gianfranco Pinna

 

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Tempo di Pasqua dopo il coronavirus.

In tanti stentavano a credere che si sarebbe potuta celebrare la Domenica delle Palme nel modo tradizionale di vivere la festa cioè con la processione commemorativa dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme agitando le foglie di palma insieme ai ramoscelli d’ulivo.

Ebbene sì…aldilà della mascherina sul volto e del gel antisettico per le mani dopo due anni di pandemia stiamo lentamente tornando alla normalità delle celebrazioni liturgiche ante-covid.

Il Triduo della Passione ha preso inizio al pomeriggio del Giovedì Santo con la messa vespertina della coena domini celebrata nella nuova chiesa, durante la quale si è però omessa la lavanda dei piedi rispettando le disposizioni del vescovo.

Alle tre del pomeriggio del Venerdì Santo in Auditorium si è recitata la Coroncina alla Divina Misericordia intervallata dalla lettura dei brani scelti dal Diario di Santa Faustina Kowalska, con questa preghiera comunitaria che offre al padre tutta la persona divina ed umana di Gesù ha avuto inizio la novena in preparazione alla festa della Divina Misericordia.

La sera è stata celebrata la Passione di Gesù con la Solenne Azione Liturgica e l’Adorazione della Croce. 

Sabato Santo alle 22.30 nella cornice suggestiva della nuova chiesa ha avuto inizio la Solenne Veglia Pasquale celebrata da Padre Massimiliano Sira che ha benedetto l’acqua e il fuoco col quale ha acceso il cero pasquale ed ha cantato il preconio pasquale accompagnato dalla sua chitarra.

Come da consuetudine per la parrocchia di Sant’Ignazio da Laconi i festeggiamenti per la festa della Divina Misericordia sono iniziati giovedì 21 aprile, primo giorno del Triduo della Misericordia, con l’esposizione dell’immagine di Gesù Misericordioso a lato dell’altare e la Coroncina cantata che ha introdotto i vespri e la Santa Messa.

Nel corso dei tre giorni i frati si sono alternati nel presiedere la celebrazione eucaristica e grande è stata la partecipazione dei fedeli come a sottolineare il ritorno alla normalità come dono della misericordia di Dio.

La Domenica in Albis ha visto l’auditorium parrocchiale pieno in ogni numero di posti per la solennità della S. Messa della Misericordia celebrata da padre Carlo Frau, che nell’omelia ha delineato la dedizione di Santa Faustina alla divulgazione di questo culto che ai giorni nostri è diffuso in tutto il mondo.  

Le sette settimane più un giorno di grazia del tempo pasquale ci hanno portati alla festa di Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli che la parrocchia ha deciso di celebrare con una grande veglia.

 Al pari di quella pasquale si è tenuta nella nuova chiesa ed è stata officiata dal parroco padre Alberto Costa concelebrante padre Massimiliano Sira e con padre Carlo Frau a dirigere il folto gruppo di cantori e musicisti dell’animazione. 

Al termine della celebrazione eucaristica tutti i partecipanti hanno condiviso un attesissimo momento di convivialità con un rinfresco che ha ricordato l’àgape dei primi cristiani, a dimenticare le difficoltà dei due anni di pandemia trascorsi e festeggiare il nuovo tempo che lo Spirito Santo vorrà donarci.

Gianfranco Pinna

 

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Festa di Sant’Ignazio da Laconi

Carissimi parrocchiani e non, di seguito vi pubblichiamo la locandina con il programma completo della festa di Sant’Ignazio da Laconi che si terrà presso la nostra parrocchia i giorni 2425, e 26 giugno.

Pace e bene a tutti.

 

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Veglia di Pentecoste – Sabato 4 giugno

Carissimi parrocchiani e non, si comunica che, sabato 4 giugno, alle ore 20:30, presso la chiesa nuova, si terrà la veglia di Pentecoste.

Siete tutti invitati a partecipare.

Si comunica inoltre che, in preparazione alla Pentecoste, venerdì 27 maggio, alle ore 20:30, si terrà l’adorazione eucaristica (in occasione del primo giorno della novena allo spirito santo con culmine il giorno di Pentecoste, dove si farà la preghiera di invocazione allo spirito santo). 

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Festa della Divina Misericordia

Si comunica che potete prendere visione (nella locandina che segue) del programma della Festa della Divina Misericordia che si terrà domenica 24 aprile.

Pace e bene a tutti.

 

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Domenica delle palme

Carissimi parrocchiani e non, di seguito troverete la locandina completa con le funzioni dedicate alla domenica delle palme.

Pace e bene a tutti.

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Le Ceneri … segno di riconciliazione.

La Quaresima, riferita ai 40 giorni trascorsi da Gesù nel deserto delle tentazioni, è iniziata il 2 marzo scorso con il mercoledì delle Ceneri.

La celebrazione eucaristica con l’imposizione delle ceneri è stata celebrata dal parroco Padre Alberto Costa e dal concelebrante Padre Carlo Frau e servita da quattro chierichetti nel nuovo auditorium parrocchiale straripante di fedeli.

Sono esattamente due anni che l’emergenza pandemica ha sconvolto le nostre abitudini di vita, alla quale si è aggiunta la grande preoccupazione della guerra tra russi e ucraini, due comunità presenti e rappresentate in città.

Soprattutto quella ucraina, ben più numerosa, ha organizzato un sit-in davanti al palazzo comunale seguito da una marcia per la pace nelle vie del centro cittadino con tanti olbiesi a dimostrare solidarietà a questa comunità pacifica e ben integrata nel tessuto sociale della Gallura.

I frati hanno impartito le ceneri sul capo dei fedeli pronunciando la formula del rito “convertiti e credi al Vangelo” tratta dal vangelo di Marco che ha sostituito la precedente “ricordati che sei polvere e polvere ritornerai” contenuta nel libro della Genesi, ma quale attrattiva esercita sui fedeli farsi cospargere il capo di cenere?

Anche quest’anno tutte le manifestazioni del tradizionale carnevale sono state annullate in nome del protocollo anti-covid, tranne la sfilata dei bambini del martedì grasso al molo Brin; eliminando i bagordi carnevalizi come causa principalis rimane solo l’ammettere la propria fragilità nel vivere questo difficile momento storico riconoscendo il limite profondo dell’esistenza e con la cenere sul capo, simbolo di pentimento, decidersi a compiere un rinnovato cammino di conversione.

Secondo la tradizione le ceneri utilizzate per il rito sono ricavate dalla bruciatura dei rami d’ulivo benedetti la domenica delle palme dell’anno precedente, sta a noi interpretare questo “sacramentale” con la speranza che questa Pasqua di Risurrezione sia il passaggio ad una dimensione di maggiore serenità nelle relazioni con gli altri.

Gianfranco Pinna