San Vittore… La prima festa di maggio

Dal 5 al 7 di maggio si è tenuta la festa in onore di San Vittore, nell’ omonimo santuario campestre ai piedi del monte Plebi.

Anche quest’ anno come da tradizione i festeggiamenti in onore di Santu Ittaru, come lo chiamano a Olbia, hanno preso il via nel pomeriggio del venerdì col raduno delle bandiere dall’ abitazione del capo socio Graziano Raffaele Sardanu, seguito poi dal corteo verso la chiesetta del Santo dove alle 18.00 ha officiato la Santa Messa il parroco Padre Alberto Costa, seguita da un rinfresco offerto dal comitato organizzatore.

I festeggiamenti del sabato hanno preso il via alle 18.00 con la Santa Messa nel santuario
celebrata da Padre Alberto Costa, al termine della quale è seguita la tradizionale cena a base di trippa e patate.

E’ questa la vera natura della Festa di San Vittore, che alla memoria religiosa del Santo unisce la convivialità e la gioia della condivisione del cibo.

La serata è stata allietata dalle note del gruppo musicale olbiese “ Il Volo”.

La Santa Messa della Domenica in onore del Santo è stata celebrata da Padre Carlo Frau e animata dai canti del Coro Polifonico Ortobene di Nuoro che insieme ai gruppi folk di Nuoro e Olbia hanno accompagnato in processione la statua del Santo.

Dopo il rinfresco a base di dolci tradizionali ha avuto luogo il rinomato pranzo a base di brodo e di carne di pecora che, da tradizione, viene offerta dagli allevatori della zona.

Nel pomeriggio l’ esibizione dei ragazzi del corso di chitarra e percussioni della parrocchia di Sant’Ignazio si è rivelato un divertente intermezzo, per concludere la serata dei festeggiamenti con la fisarmonica di Quirico Bacciu e spuntino a base di panini alla mortadella, formaggi e dolci sardi.

Il presidente del Comitato organizzatore dei festeggiamenti Piero Idili, che ormai da 30 anni
insieme alla sua famiglia coordina la riuscita della festa, ha ringraziato tutti i sostenitori e soprattutto gli allevatori che con grande generosità hanno donato i propri animali rendendo possibile la sagra.

Da rimarcare inoltre la natura solidale della cena di sabato e del pranzo della domenica, dopo i quali quanto è rimasto da consumare viene distribuito fra le associazioni benefiche della città di Olbia.

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