Pasqua 2016 a Gerusalemme

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PASQUA 2016 A GERUSALEMME nel contesto del I sec.:

A Gerusalemme sono gli anni della letteratura biblica (Isaia 53: l’agnello condotto al macello . . .) e dei Vangeli che narrano i fatti di Gesù di Nazaret, relativi alla sua Morte e Resurrezione. Siamo nel contesto della Gerusalemme Erodiana dove geograficamente, sul lato est, si erge, all’interno delle mura perimetrali, il palazzo del re Erode. Di cui ancora oggi si conserva l’area del palazzo e in parte la sua ricostruzione lungo i secoli.

 

LA DISCESA DI GESÙ DAL MONTE DEGLI ULIVI. (La festa delle palme.):

Gesù, provenendo da Betania, discese dal monte degli Ulivi, quest’ultimo è posto sul lato ovest della città e si trova davanti alla famosa porta di ingresso al tempio. Questa porta, chiamata porta d’oro, è quella che, secondo un’antica tradizione rabbinica, ci narra l’ingresso dell’atteso Messia. Gesù, acclamato dal suo popolo con rami d’ulivo e palme, stendendogli i mantelli al suo passaggio, scese dal monte, attraversò la parte della Valle di Josafat e, attraverso la porta d’oro, giunse nell’area del tempio.  
I GIORNI DEL TRIDUO PASQUALE:

Nei pressi della tomba del re Davide è confermata l’area della famosa casa posta a due livelli: quella arredata con tappeti per la celebrazione della Pasqua ebraica. Lungo i secoli, la trasformazione ha permesso soltanto di salvare l’area che vediamo nella foto. Attualmente la proprietà è del rabbinato di Gerusalemme. Quest’area è detta cenacolo: il Vangelo narra l’istituzione del Sacramento dell’Eucarestia, del Sacramento del perdono dei peccati, del Sacramento degli ordini.          La stessa notte, Gesù con gli apostoli esce dalla città, ridiscende parte della Valle di Josafat, e si avvia al luogo del frantoio ai piedi del Monte degli Ulivi. Quì Gesù inviterà i suoi amici a pregare almeno un’ora con Lui. Si addormenteranno tutti. In quelle ore Gesù sarà arrestato dalle guardie del tempio e tradotto nelle prigioni del sommo sacerdote.
Il mattino seguente all’arresto, le guardie del sommo sacerdote accompagneranno Gesù all’interno del famoso: Litostrosos (cortile lastricato della fortezza Antonia dove il procuratore romano Ponzio Pilato emetteva le sentenze di condanna).

Pilato non voleva nell’immediato una sentenza di morte per Gesù. Lo inviò quindi nel lato est della città in direzione del Palazzo del re Erode, il quale lo ascoltò e lo rimandò a Pilato che nell’incertezza chiese al popolo, radunato nella fortezza Antonia, di scegliere votando a gran voce due personaggi: Gesù o Barabba (caldeggiatore a mano armata dell’autonomia di Israele).

Il popolo a gran voce volle la condanna a morte di Gesù che iniziò il cammino verso il Monte detto del cranio, posto fuori dalla città. Nelle vicinanze, un nobile e ricco ebreo gli donò la sua tomba. 

Il pellegrinaggio, che la nostra comunità parrocchiale di Sant’Ignazio da Laconi deciderà di intraprendere, permetterà di spiegare gli edifici costruiti lungo i secoli che hanno permesso la conservazione dei luoghi narrati dai Vangeli.

 

A tutti giunga un grande Alleluia!