Fu l’8 Dicembre del 2010…

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Fu l’8 Dicembre del 2010, che nel quartiere di Sa Minda Noa si celebrò la prima messa della neo-nata Parrocchia di Sant’Ignazio da Laconi. Quale miglior ricorrenza, la giornata dell’Immacolata Concezione, per cercare di trasformare quel che era un piccolo camerone in una cappella adatta ad accogliere nostro Signore Gesù Cristo? Nel quartiere, appena appresa la notizia, tutti si prodigarono affinché tutto fosse pronto per il fatidico evento, e le persone che fino a qualche tempo prima si conoscevano appena, cominciarono a collaborare fra loro. Alcuni portarono delle piante per abbellire il luogo, altri delle tovaglie ricamate da mettere sull’altare (altare che ci fu dato in prestito dai Missionari della Consolata, come peraltro le sedie), altri ancora dei tappeti e così via, era un continuo viavai di gente piena di entusiasmo, felice del fatto che finalmente una “casetta” del Signore trovasse spazio anche nel nostro rione.
La nostra comunità parrocchiale fu affidata a due vincenziani, padre Piero Pigozzi, sacerdote di Alà dei Sardi, e padre Tonino Secchi, di Sennori. Dell’aspetto di altri tempi, il primo lo ricordo ancora quando ogni sera, finita la Messa e congedati i fedeli, percorreva il piccolo spazio esterno e l’interno del saloncino in preghiera a leggere il suo breviario…ricordate il don Abbondio nei Promessi Sposi sul ponticello? Solo questa immagine però li accomunava, perché padre Piero, oltre ad essere una persona di grande levatura morale, pronto ad aiutare chiunque si trovasse in una benché minima difficoltà, era ed è un uomo di cultura, e per l’intero periodo che rimase nella nostra piccola comunità continuò con passione i suoi studi e le sue ricerche, scrivendo pagine e pagine sulla figura del sacerdote e missionario padre Manzella, che lui tanto amava.
Come descrivere padre Tonino? Se dovessimo dargli un appellativo e un incarico da giorni nostri, io non avrei esitazioni, sarebbe un ottimo P.R., a curare i rapporti relazionali sia con gli adulti che con i bambini. Lui aspettava i fedeli sul cancelletto che si affacciava sul piccolo giardino antistante la cappella, e con tutti, piccoli e grandi, trovava degli argomenti e delle parole da scambiare. Molto amato dai bimbi, cui, coadiuvato dai catechisti, curava la loro preparazione.
A seguito della prima celebrazione, subito dopo, ci fu un altro avvenimento molto importante, la venuta del nostro vescovo: monsignor Sanguinetti. Il 26 dicembre dello stesso anno ci raggiunse nel piccolo salone e stipati come sardine (tanta era la gente accorsa per il suo arrivo), ascoltammo con immensa attenzione la sua omelia, durante la messa da lui officiata. Le parrocchiane diedero del loro meglio nella preparazione di torte e dolci, gustati da tutti alla fine della funzione.

Continua…

 

-Maria Giovanna-