Le persecuzioni contro i cristiani nel terzo millennio.

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Fin dalla venuta di Cristo le violenze contro i cristiani non si sono mai fermate, milioni

di persone sono discriminate ed estromesse dalla vita sociale per il loro credo religioso.

Ma da Santo Stefano ad oggi come si è evoluto il fenomeno persecutorio nei confronti

dei cristiani ?

Secondo l’ osservatorio opendoors.org i cristiani morti per la propria fede nel corso

della storia sono stimati in circa 70 milioni di cui 45 di questi solo nel XX secolo.

Sicuramente tale picco è da imputare ai totalitarismi che hanno segnato il corso del

novecento con le loro devastanti ideologie che imponevano di estirpare la pratica

religiosa e assoggettare le chiese cristiane al potere politico dei regimi dittatoriali.

Essere cristiani oggi in Medio Oriente o in Africa o in buona parte dell’ Asia significa subire vessazioni e emarginazioni di ogni genere sino alla eliminazione fisica, questo aldilà del prestigio personale della vittima.

Oggi assistiamo ad un diverso tipo di persecuzione, in alcuni aspetti anche privati,ma

consentiti dagli stati dove viene praticata.

Dopo l’ attentato alle torri del WTC a New York dell’11 settembre 2001 le persecuzioni

contro le minoranze cristiane nei paesi islamici sono aumentate in modo esponenziale

perché tollerate ampiamente dai governi locali in nome di un fondamentalismo che di

religioso non ha assolutamente nulla.

Essere cristiani oggi in Medio Oriente o in Africa o in buona parte dell’ Asia significa

subire vessazioni e emarginazioni di ogni genere sino alla eliminazione fisica, questo

aldilà del prestigio personale della vittima.

Emblematico il caso del ministro pachistano per le minoranze Shahbaz Bhatti ucciso

in un attentato a Islamabad il 2 marzo 2011. Cattolico,figlio di missionari cristiani del

Punjab, entrò a far parte del governo di Asif Ali Zardari (vedovo di Benazir Bhutto

presidente del Pachistan uccisa anche lei in un attentato nel 2007).

Durante il suo mandato Bhatti prese misure a sostegno del dialogo interreligioso, ma

soprattutto, essendo laureato in legge, avanzò una proposta legislativa per abrogare il

reato di blasfemia.

Nel 2009 prese pubblicamente le difese della cristiana Asia Bibi condannata a morte

per blasfemia e per questo fu prima minacciato di morte e poi ucciso.

La legge sulla blasfemia è presente nella legislazione di quasi tutti i paesi a maggioranza

musulmana. Ricalca una norma della “sharia”, letteralmente la “strada battuta” ispirata

dal Corano, che punisce severamente chi offende il profeta Maometto oppure i simboli

della fede islamica a prescindere dalla fede che egli segue.

Sarebbe plausibile se anche le altre religioni fossero tutelate allo stesso modo, invece

proprio in base alla sua indeterminatezza, la stessa legge viene strumentalizzata per

perseguitare i cristiani. Nei fatti ogni atteggiamento di critica all’ islam viene etichettato

come blasfemia con conseguenze drammatiche.

Il 2 novembre 2014 in Pachistan, due coniugi cristiani sono stati impiccati da una folla

di scalmanati: erano stati accusati di blasfemia per aver bruciato delle pagine del Corano.

Discorso a parte per la sua drammaticità merita la situazione che si è venuta a creare nella

Siria orientale e l’ Iraq occidentale da parte dei “jihadisti” del sedicente “califfato”

islamico che nel nome della guerra santa, jihad appunto, arrivano a marchiare con una

“nun” (la lettera enne dell’ alfabeto arabo) che significa “nasara”, nazareni, le case dei

cristiani fuggiti alla loro violenza e le tende di quelli che nei campi profughi sono rimasti.

Sempre opendoors.org ha recentemente pubblicato la World Wacht List 2015, un rapporto

dettagliato secondo il grado di persecuzione subita dai cristiani in diversi ambiti della vita

pubblica e privata, in vari paesi del mondo. Al primo posto di questa lista compare la

Corea del Nord, dove sono decine di migliaia i cristiani internati in veri e propri campi di

concentramento, condannati ai lavori forzati solo per credere in Gesù Cristo.

Il regime di Kim Jong-Un da anni vanta questo triste primato, a dimostrazione di come il

potere politico tema il propagarsi della Chiesa di Roma sul modello della sorella Corea del

Sud.

Seguono poi le realtà interessate dall’ estremismo islamico come Somalia ( minoranza Al

shabaab ), i citati Siria e Iraq ( aree controllate da Isis ), Afghanistan ( estremisti taliban )

Nigeria ( minoranza boko haram ) e Sudan ( dittatura militare di Ahmad al-Bashir ).

E’ chiaro che l’ estremismo di matrice islamica si diffonde in due aree specifiche, Medio

Oriente e Africa subsahariana e da quelle regioni si sta riversando in Europa l’imponente

moltitudine di profughi in fuga dai teatri dei conflitti..

Tale fenomeno cambierà inevitabilmente la mappa della presenza cristiana in quei paesi

nel prossimo periodo.

Colpisce anche l’ ingresso nella “classifica” del Messico, paese tradizionalmente cattolico,

che si aggiunge alla Colombia presente da tempo nella lista.

Le motivazioni della persecuzione dei cristiani in America Latina sono riconducibili agli

interessi legati al narcotraffico che avendo come unico oppositore la Chiesa cattolica

alimenta una strategia della tensione incendiando edifici di culto e centri di aggregazione

sociale gestiti dai religiosi, soprattutto nelle aree rurali più remote.

In Asia spiccano India e Cina. La prima sta vivendo una rinascita del nazionalismo più

tradizionalista che si riflette nella persecuzione delle minoranze religiose da parte della

maggioranza indù. La Cina da tempo tenta di imporre una “costituzione civile” del clero,

una legge che imponga ai sacerdoti di giurare fedeltà allo stato e rinnegare la Chiesa di

Roma, per costituire una chiesa nazionale alle dirette dipendenze del potere politico.

Questo è lo scenario mondiale sotto gli occhi degli organismi internazionali, ONU in

primis, e delle potenze occidentali che si limitano di tanto in tanto, in risposta a fatti

eclatanti per numero di vittime, a minacciare reazioni di tipo militare.

A poco sono valsi finora gli appelli di Papa Francesco in difesa dei cristiani perseguitati in

Siria e Iraq.

Come porre rimedio a una realtà così complessa e di queste dimensioni?

Ricordiamoci….”Vi perseguiteranno a causa del mio nome”!

….E, con fede…”Io sarò con voi fino alla fine del mondo”!!.

Gianfranco

 

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